L’amaro rimase a lungo e le spiegazioni per il fallimento furono tante, ma nulla cambio la Folgore era di nuovo in quella categoria tanto odiata e tanto bisfrattata.
Una squadra completamente rinnovata la stagione successiva, sfiorò il titolo classificandosi alle spalle del Mazara che conquistò la promozione.
Una formazione di tutto rispetto, Cicciarella, Di Ruocco, Tilotta e Signorello fra tutti portarono alla disputa dei play off di Campionato e dopo aver eliminato in semifinale il Siracusa con un doppio 1-0 “Tilotta a Siracusa” e “Cirrone a Castelvetrano”, ed in finale arrivò il Rieti. Contro i laziali e in terra romana , l’andata finì 2-1, ma il goal siglato da Tilotta nel finale faceva presagire cose molte buone, al ritorno Di Ruocco in apertura metteva a segno il goal qualificazione e la partita sembrava essere finita. Un incredibile carosello di goal mancati fu il preludio alla doccia fredda del goal di Gregori, a tempo scaduto, che condannò la Folgore.
Un’altra delusione, un’altra volta la fortuna ci è stata avversa, qualunque persona avrebbe mollato tutto qualunque società non avrebbe sorbito il colpo
La Stagione successiva, con Cerro prima e Messana poi in panchina, arrivò un buon quarto posto con la ciliegina della semifinale di Coppa Italia dilettanti, persa con il Siracusa che avrebbe vinto il torneo.
Ma l’annus horribilis fu quello successivo con una stagione ricca di amarezze con un via vai di tecnici con Messana che iniziò e concluse la stagione, inframmezzato dalla guida tecnica di De Maria e con una serie di partite da dimenticare che tennero in ansia fino alla fine la tifoseria, e con una salvezza conquistata all’ ultima giornata. Ma se arrivò quella sul campo, la lega sicula non fu altrettanto clemente con i bilanci in rosso di una società che l’ improvvida gestione di qualcuno portò al baratro. E così il 18 Agosto 1999 venne scritta la pagina più triste della gloriosa storia folgorina con la radiazione dai quadri.
La città si sentì defraudata e non tollerò quell’anno senza calcio.
La passione e l’amore per i colori rossoneri portò un gruppo ad acquistare il titolo dalla Mazarese, ripartendo dalla Promozione. La prima stagione di assestamento, con Luigi Aiello in panchina.
Nel 2001/2002 si vede di nuovo lustro con un’isperato ripescaggio in Eccellenza grazie al cammino condotto nei play-off. E qui la storia si mischia alla cronaca, con una squadra che, da neo promossa, conquista un onorevole settimo posto, a due sole lunghezze dai play-off. Una squadra che affidata ancora una volta alle sapienti mani di Gigi Aiello, passa poi a Gigi Lamia ed infine a Saverio Siino che la rende protagonista di un esaltante girone di ritorno che la conduce dalle retrovie ai piani alti della classifica. Una stagione con tante perle, non ultima la vittoria sulla Fincantieri che vinse poi il campionato.
Il 2003/2004 è l’anno della riscossa, l’anno del miracolo. La società chiama alla guida della squadra un tecnico giovane e forte che del gruppo fa la sua forza, tale Riccardo Chico ex giocatore rossonero che senza infamia e senza lode arriva proclamando una anticipata salvezza…….. ma il girone di ritorno sancisce la forza e la tenacia di un gruppo che vuole schiacciare tutti partita dopo partita, la Folgore guidata da Di Ruocco a centrocampo è in testa alla classifica.
